Italia Nostra pronta a ricorrere alla magistratura per il Molo Clementino
Maurizio Sebastiani, vicepresidente nazionale dell'associazione ambientalista, si impegna a fare ricorso nel caso il Ministero dell'Ambiente si esprima a favore del banchinamento.
Continua l’indagine portuale di due forestieri ad Ancona. Inizialmente per avere un quadro delle decisioni politiche e amministrative abbiamo deciso di intervistare l’ex assessora al porto Simonella e l’attuale sindaco Silvetti.
Abbiamo avuto la possibilità di raccontare posizioni divergenti riguardo il banchinamento del Molo Clementino, ma mancava la voce della cosiddetta società civile: l’abbiamo rappresentata con Maurizio Sebastiani, vicepresidente nazionale di Italia Nostra e consigliere della sezione anconetana dell’associazione ambientalista. Con lui affrontiamo un tema apparentemente secondario rispetto alla salute pubblica e alle ragioni economiche, quello della conservazione e della fruizione libera dei beni culturali. Prima di iniziare chiedetevi quale sarebbe il vostro stato d’animo nel vedere i simboli della città oscurati da un ospite gigantesco, i monumenti che la caratterizzano umiliati da quelli che vogliamo definire “ecomostri” del mare. Sfidiamo chiunque a smentire l’appropriatezza del paragone fra l’edilizia che sfigura il paesaggio del nostro Paese e l’attracco di navi lunghe più di 300 metri e alte oltre i 60 a un molo che reca stratificazioni artistiche di oltre 2000 anni di “anconetanità”. A nostro parere sono in gioco il rispetto delle radici culturali della città e la storia della sua gente.
Italia Nostra compie quest’anno 70 anni. Dal 1955, per volere di un gruppo di intellettuali italiani (fra gli altri ricordiamo Giorgio Bassani, Desideria Pasolini dall’Onda, Antonio Cederna) si occupa di tutelare le bellezze paesaggistiche e ambientali di un territorio fragile come quello italiano, continuamente predato da interessi speculativi di terra e di mare.
Sul solco di questa tradizione, la sezione di Ancona si batte per le emergenze e i rischi del patrimonio naturale e artistico del capoluogo marchigiano. Con tempestività, appena venne pubblicato il progetto di fattibilità tecnica ed economica del banchinamento per l’attracco delle grandi navi al Molo Clementino da parte dell’Autorità Portuale di Ancona, Maurizio Sebastiani appose la firma a un documento di 28 pagine che smontava sistematicamente la proposta della variante al molo dal punto di vista ambientale, economico e paesaggistico. Sottolineiamo economico perché alcuni cittadini anconetani credono fermamente che il progetto dell’attracco delle grandi navi porti ricchezza certa e duratura alla città. Sebastiani smentisce dati alla mano questa illusione ricordando che l’affare riguarda esclusivamente l’Autorità Portuale, gli ormeggiatori e i gestori dei rimorchiatori. E ovviamente Msc, che già offre mille servizi on board per i suoi crocieristi, riducendo lo sbarco a una breve passeggiata o a gite in autobus, sempre organizzate dalla compagnia di crociere, dirette verso mete suggestive spesso fuori dal territorio provinciale. Ma sentiamo le parole di Sebastiani.
A questo punto è necessario ripercorrere la storia del Molo Clementino, cosa utile per chi, come vi scrive, viene da fuori Ancona, o per chi comunque non conosce le origini e gli sviluppi di questo antichissimo sito archeologico. Un utile riassunto per apprezzare l’importanza storica, simbolica e monumentale del Molo. Il brevissimo e accorato intervento di Sebastiani mette in risalto lo stravolgimento rappresentato da un’operazione imprenditoriale privata che speriamo non lasci indifferente nessuno.
Sebastiani avverte dei pericoli per i beni artistici presenti sul molo.
L’inquinamento dei fumi delle navi che aggrediscono i materiali con cui sono costruiti i monumenti e che già in passato hanno causato danni
Il taglio di una fetta delle mura settecentesche del Vanvitelli per costruire un nuovo percorso per la viabilità automobilistica e dei grandi mezzi di rifornimento per e dalle grandi navi attraccate
L’intenso traffico di questi mezzi che circolerebbero quotidianamente in entrata e in uscita dal molo
Approfittando della scadenza del 30 giugno per presentare le osservazioni da parte dei portatori di interesse riguardanti il progetto di banchimanento per le grandi navi del Molo Clementino, Italia Nostra si rivolgerà formalmente alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e al Ministero dell’Ambiente affinché vengano accolte anche le richieste di tutela dell’intero molo. Verrà inoltre attivato un gruppo di lavoro nazionale dedicato alla messa in rete dei porti storici italiani per la tutela dei beni culturali sui siti. Se dovesse, nonostante tutto, proseguire la procedura istituzionale, Italia Nostra ricorrerà alla magistratura impugnando i provvedimenti al Tribunale Amministrativo Regionale e al Consiglio di Stato.



