Spaesati. Confusi. Incerti. Questa è la nostra condizione emotiva addentrandoci sempre più, da forestieri con un piede IN Ancona, nelle vicende del porto antico dorico. Abbiamo incontrato associazioni, comitati, cittadini. Abbiamo scartabellato fra documenti, rassegne stampa e comunicati. Per venirne a capo abbiamo dovuto ricostruire lo sviluppo di questa storia nel suo divenire, intervistando per prima Ida Simonella, già assessore e candidata sindaca, fortissima sponsor dell’approdo delle grandi navi in città. Abbiamo dato seguito alla narrazione dei destini del Molo Clementino sentendo l’attuale Sindaco Daniele Silvetti, sensibile ai rischi per la salute causati dai fumi delle navi attraccate. Le risposte alle nostre domande le trovate nella video intervista più sotto. Ma prima ricapitoliamo la situazione.
Se non hai letto la prima puntata della nostra inchiesta guarda qui sotto:
I punti salienti
Nel 2018 l’Autorità Portuale di Ancona propone una variante, rispetto a un progetto di banchinamento di 350 metri del Molo Clementino (lato Fincantineri) datato 1988, che permetta l’attracco delle navi da crociera di ultima generazione (circa 130.000 tonnellate di stazza lorda). I lavori previsti durerebbero 2 anni per un costo di circa 45 milioni di euro.
La stessa Autorità di Sistema Portunale del Mare Adriatico Centrale, nella relazione di inquadramento generale del progetto (settembre 2018), indica pregi e difetti dell’opera. Fra i difetti segnaliamo l’inquinamento ambientale generato dall’approdo delle grandi navi e dal traffico automobilistico dei crocieristi (che secondo lo studio causerebbe anche un aumento dell’incidentalità). Poi ci sarebbero i rumori generati dal traffico crocieristico e il peggioramento della qualità delle acque. (Costi sociali calcolati dall’ente in circa 15,5 milioni di euro l’anno). “Il nuovo assetto della banchina” si aggiunge “determinerà un cambiamento dal punto di vista paesaggistico, rispetto allo stato attuale”. Soprattutto nel momento dell’attracco delle grandi navi, aggiungiamo noi.
Fin qui l’Autorità Portuale di Ancona. Entra in scena il Comune di Ancona che con l’Atto del Consiglio n.50 del 12/04/2019, considerando il Molo Clementino “àmbito ad alta dotazione storico culturale da valorizzare ai fini di una più ampia frequentazione pubblica e turistica” e invitando al “perseguimento della mobilità sostenibile” come priorità, delibera il nulla osta alla Variante al Piano Regolatore Portuale. Solo l’intervento di quattro consiglieri comunali aggiungerà alla delibera gli obiettivi di contenimento dell’inquinamento.
13 Aprile 2023. In un incontro pubblico il candidato sindaco Daniele Silvetti sottoscrive cinque impegni, fra i quali quello di “incrementare la rete di monitoraggio per la qualità dell’aria, in particolare nelle aree più a rischio quale ad esempio il porto” e “lo spostamento del porto commerciale verso la banchina Marche con la realizzazione della penisola” esprimendosi “contro la realizzazione del porto crocieristico al Molo Clementino”. Le associazioni che propongono l’impegno e ottengono le firme sono Italia Nostra Ancona, Comitato Porto Storico Ancona, Associazione Culturale Ankon nostra, Circolo naturalistico “il Pungitopo” Legambiente Ancona, Associazione No fumi ODV, APS Portonovo per tutti, Salviamo il Paesaggio e Mezzavalle Libera.
“Si è giocato l’elezione a primo cittadino sul tema dell’ambientalismo al grido del “no al banchinamento delle grandi navi al Molo Clementino” per andare in netta contrapposizione con il PD e strappare un tesoretto di voti a sinistra.” - dirà il 19 maggio scorso in un’intervista al Corriere Adriatico Stefania Vago, l’agente generale del gruppo Msc settore crociere, candidato unico all’attracco al Molo. “Quindi” prosegue Vago “alza la voce nei confronti dell’autorità portuale.” Insomma, il clima è talmente arroventato da chiedersi come stanno oggi le cose rispetto agli impegni presi durante la campagna elettorale. Da due di questi punti parte la nostra intervista al sindaco di Ancona Daniele Silvetti, alla quale seguiranno alcune considerazioni.
Il sindaco allarga le braccia e rimette la compatibilità della variante crocieristica del Molo Clementino alla commissione ministeriale, che allo stato attuale sta ancora valutando il progetto. D’altronde è dall’11 novembre del 2023 che dice di “non avere scelta se dal ministero arrivasse l’ok”. Se poi il nuovo Progetto Inquinamento Atmosferico dovesse rilevare che l’attracco delle grandi navi è sostenibile, perché alleggerito da un piano di mobilità ridisegnato, da una minore quantità di zolfo nell’aria e dallo spostamento dei traghetti presso banchine più distanti, forse, ma è una nostra ipotesi, potrebbero non esserci più ostacoli all’arrivo delle grandi navi sotto il colle Guasco. Anche se il sindaco ricorda che queste hanno bisogno di un approvigionamento elettrico, e aggiungiamo anche idrico, spropositati.
Riguardo lo spostamento degli attracchi il professore Floriano Bonifazi, coordinatore del primo Progetto Inquinamento Atmosferico, in un’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino del 12 agosto 2023, ricordava che lo scenario emissivo delle navi al porto mostrava un valore dei fattori inquinanti dieci volte superiore a quelli imposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, talmente alto che solo il progetto della penisola potrebbe portare rimedio alla situazione. "Spostare un paio di traghetti dal Porto storico alle banchine 19-21 non risolverebbe molto e andrebbe a causare problemi alla popolazione della zona del Piano e della Stazione”.
Il 26 ottobre 2023 la Regione Marche inserisce il banchinamento del Molo Clementino nel Piano delle infrastrutture dopo una delibera di giunta con un orizzonte temporale che arriva fino al 2032, decretando il via libera a eventuali ripensamenti. “Il vecchio piano regolatore del porto prevedeva già un banchinamento del molo ma per grandi navi militari quali la portaerei Cavour” precisa Silvetti. “Peraltro parliamo di una banchina che si affaccia su un bacino dove Fincantieri opera storicamente. Quindi la Regione non fa altro che prendere atto di una indicazione di massima dell’Autorità Portuale”.
ANell’intervista il sindaco cita alcuni documenti che certificano la posizione del Comune contraria alle grandi navi al Molo Clementino. Siamo riusciti a trovare le indicazioni su:
spostamento del porto commerciale verso la banchina Marche
la realizzazione della penisola
l’elettrificazione di tutte le banchine
l’istituzione dell’area a controllo di emissioni di zolfo
il trasferimento dei traghetti dalla banchina del porto storico alle banchine 19-20-21
indicazioni sul nuovo Progetto Inquinamento Atmosferico
ma niente riguardo al banchinamento per le grandi navi nel Porto Antico (Linee programmatiche dell’amministrazione, 14 luglio 2023). Nessuna traccia apparentemente neanche nel ponderoso Documento Unico di Programmazione 2024/2028.
Il focus della questione “Molo Clementino” sembra delinearsi esclusivamente sui temi della salute, dell’ambiente e della sostenibilità. Tutte cose di primaria importanza. Indiscutibili. L’impressione però è che se ci sarà un accordo che soddisfi veramente tutti, fra Comune, Autorità Portuale e Msc verrà comunque sacrificato il paesaggio unico del Porto Antico e una parte molto importante del patrimonio monumentale di Ancona, l’equilibrio del sistema marino fra vernici inquinanti, sversamento delle acque delle navi, moti ondosi che investiranno la Grotta Azzurra e il Passetto. E, a sentire gli abitanti delle città già toccate dalle grandi navi, ne risentirà, e molto, anche la serenità in favore di un invadente e degradante overtourism.


